12.7.26

Società ladra

In quale Stato viviamo?
Aristotele diceva che la democrazia è la degenerazione della politia, la migliore forma di governo possibile, e non ha tutti i torti.
Anzi.

Facciamo un esempio: un bambino nasce in Italia.
Ha sulle spalle un debito infinito, che non ha voluto né contratto ma che il governo gli ha già assegnato.
Dopo avere concluso il percorso di studi tenta di cercare un lavoro, spesso non ci riesce.
Se ce la fa, sarà un lavoro a tempo, sottopagato e che non lo aiuterà a crescere né a fare carriera.
Dovrà pagare tasse su tasse, se riuscirà a trovare una casa dovrà accollarsi un mutuo infinito, dovrà mantenere se stesso e la sua famiglia facendo mille sacrifici e quando andrà in pensione dovrà sempre pagare fior di tasse.
Il tutto con la consapevolezza che, nel frattempo, i politici che dovrebbero governare e prendersi cura del paese, altro non faranno che arricchirsi e arricchirsi, finanziare guerre, promuovere politiche assurde che porteranno il paese alla rovina.

Pertanto la domanda è: ma questo bambino nasce in una democrazia o in una dittatura?
Risposta semplice: in una dittatura.
Quella che si chiama democrazia è una società malata.
Il popolo vota, i leader che salgono al potere si tolgono le maschere, bruciano le promesse e fanno quello che vogliono.
Destra, sinistra, centro sono soltanto parole inutili.
I politicanti sono asserviti a un potere maggiore, a quello che si nasconde dietro la falsa facciata del potere mediocre.
Perché il vero potere esiste, è oscuro, in mano a pochissime persone che giocano a fare Dio e che altro non vogliono se non il potere.

E finché questo potere continuerà a esistere, poveri tutti i bambini che nasceranno perché ne saranno schiavi.
Inconsapevoli, ma pur sempre schiavi.