Eh, dicono...
Eh, la giustizia...
Eh, così ci toglieranno la libertà, il diritto di voto...
Eh, il fascismo trionferà...
Sorvolo sul fatto che solo un deficiente può sostenere che esista ancora il fascismo, dopo il 1945, ed è inutile inventarsi un “fascismo sinistrato” mettendoci dentro concetti astrusi e stupidi che non c’entrano nulla con quello che fu il regine di Mussolini.
Detto questo, io al referendum sulla separazione delle carriere voterò sì.
Perché?
Perché nel nostro paese la magistratura, le famose toghe rosse, sono uno degli organi più corrotti e di parte (ovviamente la Sinistra che tutto vuole, fuorché il bene del paese) esistenti.
Perché voglio una giustizia che funzioni davvero.
Perché non voglio più leggere di persone derubate, violentate (come disse un giorno l’avvocato Carmen Di Genio, non è colpa dell’africano se non sa che in Italia non si stupra, gli va spiegato il concetto), massacrate e di delinquenti (quasi tutti non italiani, ci tengo a sottolineare) rilasciati dopo cinque minuti con una stretta di mano e una pacca sulla spalla, magari pure con l’invito a commettere più crimini così guadagna punti (e se non ci credete venite a vivere a Milano).
Perché le Forze dell’ordine devono avere il diritto di agire e difendersi senza essere ogni volta messi alla gogna e condannati ingiustamente.
Perché non voglio più avere paura di uscire di casa.
Perché ho diritto di farmi valere come cittadino.
Perché la politica non deve avere nulla a che fare con la giustizia.
Io spero vivamente che, al di là di certi pagliacci che si fanno vedere in televisione e sui social e non sanno niente del referendum, al di là dei cortei stupidi, ci siano persone come me che sono stufe marce di trovarsi in un paese che non funziona e che voteranno sì.
Eh, la giustizia...
Eh, così ci toglieranno la libertà, il diritto di voto...
Eh, il fascismo trionferà...
Sorvolo sul fatto che solo un deficiente può sostenere che esista ancora il fascismo, dopo il 1945, ed è inutile inventarsi un “fascismo sinistrato” mettendoci dentro concetti astrusi e stupidi che non c’entrano nulla con quello che fu il regine di Mussolini.
Detto questo, io al referendum sulla separazione delle carriere voterò sì.
Perché?
Perché nel nostro paese la magistratura, le famose toghe rosse, sono uno degli organi più corrotti e di parte (ovviamente la Sinistra che tutto vuole, fuorché il bene del paese) esistenti.
Perché voglio una giustizia che funzioni davvero.
Perché non voglio più leggere di persone derubate, violentate (come disse un giorno l’avvocato Carmen Di Genio, non è colpa dell’africano se non sa che in Italia non si stupra, gli va spiegato il concetto), massacrate e di delinquenti (quasi tutti non italiani, ci tengo a sottolineare) rilasciati dopo cinque minuti con una stretta di mano e una pacca sulla spalla, magari pure con l’invito a commettere più crimini così guadagna punti (e se non ci credete venite a vivere a Milano).
Perché le Forze dell’ordine devono avere il diritto di agire e difendersi senza essere ogni volta messi alla gogna e condannati ingiustamente.
Perché non voglio più avere paura di uscire di casa.
Perché ho diritto di farmi valere come cittadino.
Perché la politica non deve avere nulla a che fare con la giustizia.
Io spero vivamente che, al di là di certi pagliacci che si fanno vedere in televisione e sui social e non sanno niente del referendum, al di là dei cortei stupidi, ci siano persone come me che sono stufe marce di trovarsi in un paese che non funziona e che voteranno sì.