13.5.26

Il politicamente corretto mi ha rotto

Comincio a essere un po’ stufa di tutti quegli italiani, famosi e non famosi, che vivono fuori dall’Italia e che si permettono di sindacare sul problema dell’immigrazione.
Problema, sì, e non facciamo i buonisti come al solito.
L’Italia è il bersaglio di ogni invasione di migranti provenienti da tutto il mondo.
Africani, mediorientali, sudamericani, asiatici, mesoamericani... tutti qui.
Perché l’Italia è il primo approdo.
Sul serio? Ci state ancora a prendere per il culo?

L’Italia non è il primo approdo per tutti e non deve esserlo, altro che le politiche di Sinistra che fanno entrare migranti di ogni tipo al fine di avere più voti e anche più soldi, perché solo gli scemi negano ancora che l’immigrazione è un business da capogiro.

Basta accogliere tutti quanti.
Che questi immigrati restino a casa propria, si rimbocchino le maniche e smettano di vivere di assistenzialismo.
E basta anche con i delinquenti, con persone che vanno in televisione a dire chiaramente che non hanno voglia di fare un cazzo e quindi per loro è giusto rubare, stuprare, ammazzare.
Perché così ottengono ciò che vogliono senza fatica.

Il nostro era un bel paese, fatto di gente onesta che lavorava per vivere in modo onesto, per costruire un futuro concreto.
Adesso noi italiani siamo cittadini di serie B a casa nostra, non siamo protetti, siamo soli di fronte al dilagare di questi migranti e dobbiamo anche sentirci dire di stare zitti e accoglierli tutti?
E da chi, poi?
Da chi non vive in Italia e si fa bellamente i cazzi propri.

Ma stare zitti no?
Un tempo c’era più decenza anche nel fare schifo. Oggi non più.