23.5.26

Transumanesimo? Ma anche no!

Un giorno saremo tutti cyborg.
Alla nascita dei bambini le loro coscienze verranno impiantate in cyborg da un’élite di scienziati, su ordine di un’élite ancora più elitaria di ricchi, mentre i loro corpi diverranno cenere.
Oppure parti cibernetiche saranno immesse nei corpi delle persone, sostituendo mano a mano ogni parte umana fino alla sostituzione del cervello per garantire una vita eterna.
Il tutto in un contorno di AI, macchine e computer.

Non è Matrix, non è Skynet, non è Galaxy 999.
È la filosofia malata del transumanesimo, una deriva dell’eugenetica al sapore di fantascienza datata 1927, creata da J. B. S. Haldane e Julian Huxley, che ha lo scopo di trasformare il genere umano in un dopo l’umano.
Che, messa così, suona come quando un vegano ti dice di mangiare una fetta di tofu e te la spaccia per una bistecca di carne con una convinzione che è stupidità pura.
Un po’ come certa gente, ma di questo scriverò con calma, che sostiene che il gender sia il male del mondo e propone scenari sessuali che superano la malattia mentale.

La parola transumanesimo si potrebbe tradurre, per far capire meglio il concetto a chi, magari, non è un esperto di filosofia, con questa semplice frase: l’Uomo gioca a fare Dio.
Certo, c’è chi cerca di proporlo come la figata più figata che l’uomo potesse fare (un po’ come quando a qualcuno in America venne in mente di creare il Progetto Manhattan) dicendo che grazie alla tecnologia guariremo da ogni malattia, se diventeremo macchine non ci sarà più la fame, che con i computer tutto sarà facilissimo!

Io mi limito a citare solo qualche scenario che potrebbe realizzarsi, nel caso in cui questa corrente filosofica diventasse il nuovo modo di vivere imposto dalle élite:
-perdita totale dell’essenza dell’essere umano.
-aumento del gap fra ricchi e poveri: se sei ricco e ti ammali, ti curi con le nuove cure cyborg e nano tecnologiche, se sei povero crepi e basta.
-perdita della privacy e dei propri dati, che verranno condivisi ovunque e da chiunque grazie a microchip impiantati nel cervello.
-dipendenza totale dalle macchine, peggio che oggi.
-ritorno dell’eugenetica e controllo del DNA per sviluppare bambini perfetti che poi diventeranno perfetti cyborg.

Personalmente ritengo che ci sia un problema: certi uomini non sanno fermarsi.
Esattamente come Robert Oppenheimer: sapeva benissimo che creare la bomba atomica avrebbe avuto risultati disastrosi ma, parole sue, andava fatto perché la Scienza non puoi fermarla.
E invece io penso che l’uomo deve imparare a darsi un freno, deve capire che non è il padrone del mondo ma solo una parte di esso.
Soprattutto deve accettare che anche lui muore.
Perché l’uomo non sa più convivere con l’idea della morte e per sfuggire all’inevitabile, ormai si è votato persino al delirio del transumanesimo.