Gita fuori porta.
Io, Coinquilino stalker e Cani ce ne andiamo a trovare una coppia di amici che si sono trasferiti per lavoro a...
Roma?
Venezia?
Firenze?
No!
Piacenza.
E qui calo un panno di velluto nero stile Taffo.
È stata una delle giornate più pallose della nostra vita, roba che se lo sapevamo non saremmo mai e poi mai andati di domenica.
Piacenza è la città più sporca, noiosa e morta che abbia mai visto.
È domenica, va bene, ma deve essere tutto chiuso eccetto qualche negozio tipo Esselunga, Caddy’s o un centro commerciale fuori città? Sul serio, nemmeno un bar aperto (tranne l’Atlantic, il bar dell’Esselunga)?
E i musei?
No, anche qui non ci siamo.
Lasciate perdere la Deficienza Artificiale di Goggol che definisce Piacenza una città tranquilla ma con un culo di cose da fare.
Non è vero.
I nostri amici che sono andati a Piacenza per il lavoro di lui, sono ben felici del fatto che il lavoro finirà il prossimo febbraio e lui ha già richiesto (e ottenuto) di tornare a Monza dove stavano prima.
Piacenza, come ha scoperto Conquilino stalker, si è guadagnata il penultimo posto fra le città più tristi e brutte d’Italia, non è una città a misura di bambino ma nemmeno di disabile o di anziano.
È una città a misura solo dei piacentini.
Le sue attrazioni diurne sono quasi sempre chiuse, tutto ruota attorno alle discoteche (ma davvero dopo i 18 c’è ancora qualcuno che va in discoteca?) e ad eventi come il Venerdì Piacentino (che però si tiene solo a Luglio), il concertone di Radio Bruno (capirai) o la domenica in famiglia...
Eh, già.
I piacentini sono i classici provinciali del cazzo!
Gente incarognita attaccata ai soldi che ti guarda dall’alto in basso (ho capito che a Piacenza quelli che ti trattano bene non sono piacentini), che si spara “le vasche” in centro (oh, parliamo degli orrendi cavalli di un tale di nome Mochi che esaltano tanto i piacentini? Ho visto opere decisamente migliori.) e la domenica si fa venire l’orgasmo perché va negli agriturismo di lusso per mangiare i piattoni gourmet tipici del piacentino: i tortelli con la coda burro e salvia e i pisarei e faso (uno schifo di pasta coi fagioli al sugo).
Oh, proprio tanta roba.
E dire che all’inizio ero anche entusiasta, volevo visitare Palazzo Farnese, il Museo Alberoni con il famoso Ecce Homo di Antonello da Messina, speravo di trovare un ristorantino aperto...
Un cazzo di niente.
E trovare un cazzo di niente è stato anche molto.
Io, Coinquilino stalker e Cani ce ne andiamo a trovare una coppia di amici che si sono trasferiti per lavoro a...
Roma?
Venezia?
Firenze?
No!
Piacenza.
E qui calo un panno di velluto nero stile Taffo.
È stata una delle giornate più pallose della nostra vita, roba che se lo sapevamo non saremmo mai e poi mai andati di domenica.
Piacenza è la città più sporca, noiosa e morta che abbia mai visto.
È domenica, va bene, ma deve essere tutto chiuso eccetto qualche negozio tipo Esselunga, Caddy’s o un centro commerciale fuori città? Sul serio, nemmeno un bar aperto (tranne l’Atlantic, il bar dell’Esselunga)?
E i musei?
No, anche qui non ci siamo.
Lasciate perdere la Deficienza Artificiale di Goggol che definisce Piacenza una città tranquilla ma con un culo di cose da fare.
Non è vero.
I nostri amici che sono andati a Piacenza per il lavoro di lui, sono ben felici del fatto che il lavoro finirà il prossimo febbraio e lui ha già richiesto (e ottenuto) di tornare a Monza dove stavano prima.
Piacenza, come ha scoperto Conquilino stalker, si è guadagnata il penultimo posto fra le città più tristi e brutte d’Italia, non è una città a misura di bambino ma nemmeno di disabile o di anziano.
È una città a misura solo dei piacentini.
Le sue attrazioni diurne sono quasi sempre chiuse, tutto ruota attorno alle discoteche (ma davvero dopo i 18 c’è ancora qualcuno che va in discoteca?) e ad eventi come il Venerdì Piacentino (che però si tiene solo a Luglio), il concertone di Radio Bruno (capirai) o la domenica in famiglia...
Eh, già.
I piacentini sono i classici provinciali del cazzo!
Gente incarognita attaccata ai soldi che ti guarda dall’alto in basso (ho capito che a Piacenza quelli che ti trattano bene non sono piacentini), che si spara “le vasche” in centro (oh, parliamo degli orrendi cavalli di un tale di nome Mochi che esaltano tanto i piacentini? Ho visto opere decisamente migliori.) e la domenica si fa venire l’orgasmo perché va negli agriturismo di lusso per mangiare i piattoni gourmet tipici del piacentino: i tortelli con la coda burro e salvia e i pisarei e faso (uno schifo di pasta coi fagioli al sugo).
Oh, proprio tanta roba.
E dire che all’inizio ero anche entusiasta, volevo visitare Palazzo Farnese, il Museo Alberoni con il famoso Ecce Homo di Antonello da Messina, speravo di trovare un ristorantino aperto...
Un cazzo di niente.
E trovare un cazzo di niente è stato anche molto.
